Vivibilità a Brescia

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Sull’edizione bresciana del Corriere della sera di domenica 23 ottobre sono apparsi i risultati di un sondaggio di IPSOS effettuato su un campione casuale di 800 intervistati. Il tema era quello della vivibilità a Brescia.
I dati che ne escono sono interessanti.
Nel complesso c’è un consistente zoccolo duro di cittadini che giudica la vivibilità a Brescia “abbastanza positivamente” (voto 6-7: 57% degli intervistati) o “molto positivamente” (voto 8-10: 20% degli intervistati). Però sulla maggior parte dei temi oggetto del sondaggio i cittadini vedono “nero”.
I settori più critici nei giudizi di peggioramento sono “economia e occupazione” (il 68% dice che le cose son peggiorate e solo il 3% che sono migliorate) e a seguire “inquinamento e situazione dell’ambiente” (55% di pollice verso contro il 6% di pollice alto), “traffico e viabilità” (49% contro 16%) e “controllo dell’immigrazione clandestina” (46% contro 13%).
Se alcuni di questi giudizi sono probabilmente influenzati da congiunture nazionali o internazionali (economia) o forse da percezioni che possono far sembrare le cose più negative di quanto non siano davvero (controllo dell’immigrazione o sicurezza in generale), certamente sul tema dell’ambiente, dell’inquinamento e del traffico Brescia non superare l’esame dei bresciani.
D’altronde sui giornali di questi giorni si parla anche del sito contaminato “di interesse nazionale” (ce ne sono in tutto 57 in Italia, 7 in Lombardia, e sono quelli più inquinati e pericolosi per la salute e l’ambiente) della zona a sud della Caffaro, e si parla anche della condanna penale dei responsabili della Galvanica Inselvini per avere inquinato acqua e suolo in Via Orzinuovi con il terribile cromo esavalente (quello del film “Erin Brockovich” con Julia Roberts). E non dimentichiamo le altre emergenze come quelle nell’area dell’Alfa Acciai, a san Polo, e Buffalora.
Ciclabilità e mobilità sostenibile, freno alla cementificazione, controlli severi alle produzioni inquinanti urbane; controllo e bonifica delle aree industriali dismesse; campagne di indagine sulla salute dei residenti: ecco alcune delle linee di azione nelle quali certamente i bresciani chiedono di più a chi ci amministra.
Sono temi cari a parlaBrescia.it e Officina della città ha organizzato su alcuni di essi incontri e confronti con esperienze virtuose.
Se le ristrettezze economiche possono essere una scusante rispetto a tanti giudizi pessimisti o negativi (ad esempio sulla qualità dei servizi ai giovani, agli anziani, o dei servizi sociali in genere, o anche sulla manutenzione delle strade), certamente alcune politiche e scelte di spesa della Giunta non vanno affatto nella direzione che queste opinioni della cittadinanza indicano e devono perciò essere presto corrette.
Se si vuole per davvero che Brescia recuperi residenti – o per meglio dire diventi una città più a misura d’uomo, che poi significa principalmente a misura di bambino e di anziano - non ci sono alternative: salute, ambiente, mobilità, servizi ai giovani e agli anziani sono le priorità.

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